Un uomo di 81 anni, viene assolto dall’accusa di aver ucciso la moglie, dopo aver dato la colpa a un attacco di gelosia perché lei lo aveva tradito.
Il pensionato Antonio Gozzini, 81 anni, ha accoltellato a morte la moglie, la professoressa di lettere Cristina Maioli, di 63 anni, mentre dormiva .

Gozzini è stato assolto per la prima volta dall’omicidio e venerdì una corte d’appello ha confermato la decisione
La difesa ha affermato con successo che soffriva di “delirio” dopo aver appreso che sua moglie gli era stata infedele.
Il pensionato pero’ sarà trasferito in un ospedale per pazienti affetti da pericolosi disturbi mentali.
L’uomo che ha ucciso la moglie infedele per un attacco di gelosia e rabbia ha avuto l’assoluzione per il suo delitto perché il tribunale ha stabilito che era mentalmente incapace a causa della gelosia.
Gozzini prima di far scattare i soccorsi, aveva vegliato il cadavere per un certo numero di ore in apparente incredulità per ciò che aveva fatto.
Il pubblico ministero Claudia Passalacqua aveva chiesto l’ergastolo per omicidio volontario aggravato da «premeditazione, crudeltà e vincolo coniugale».
Durante il processo, accusa e difesa hanno convenuto che Gozzini «viveva in un evidente delirio di gelosia che ha interrotto il suo rapporto con la realtà e ha determinato un irrefrenabile impulso omicida».
È su questa base che il tribunale ha ritenuto favorevole la difesa, che Gozzini soffriva di un delirio causato da dalla gelosia.
L’accusa ha impugnato l’assoluzione alla corte d’appello di Brescia ed ha successivamente confermato la decisione che l’omicidio non era stato un atto volontario.
L’accusa aveva chiesto l’ergastolo con un minumo di 21 anni di carcere, sostenendo che un’assoluzione avrebbe mandato un messaggio sbagliato e che qualsiasi uomo poteva uccidere la moglie per un dramma di gelosia.
Tuttavia, la difesa ha sostenuto con successo che Gozzini non era semplicemente un uomo geloso, ma un uomo affetto da una patologia che non aveva mai mostrato prima dell’omicidio e non poteva essere ritenuto legalmente responsabile.
A Gozzini è stato ordinato il trasferimento dal carcere a una struttura ospedaliera per autori di reati affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi.

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