Londra e’ costellata di tante storie di successo che hanno a che fare con l’Italia. Dopo le pizzeria di Franco Manca, vendute dopo pochi anni di attivita’ per trenta milioni di sterlline (si dice che ad aprirle e’ stato un egiziano che lavorava da pizza express ed un napoletano), e la prima Pizza Express, aperta da Peter Boizot, un inglese con l’Italia nel cuore che vendetta le sue pizzeria per piu’ di cinquecento milioni di sterline.

Adesso e’ il turno dei fratelli Thom e James Eliot, due fratelli inglesi che stanchi di una vita agra, fanno un viaggio in Italia durante il periodo studentesco, acquistano una Vespa’Ape ed imparano tutto sulla pizza lavorando alacramente come aiutanti pizzaioli. Hanno imparato cosi’ bene, che la critica del settore ha eletto “Pizza Pilgrims” la migliore pizzeria di Londra.
Guadagnandosi anche i riconoscimenti dell’ITA (l’Italian Trade Agency dell’ICE) e dell’ APCI UK (l’Associazione Professionle Cuochi Italiani) il cui presidente Carmelo Carnevale gli ha consegnato un Diploma per l’ottima qualita’ delle pizze, un onore che nessuna pizzeria italiana di Londra ha mai ricevuto.

Ma ecco un’estratto dell’inchiesta di Tiziana Tripepi pubblicata sulla rivista “Millionaire” :” cosa avete imparato in viaggio? – A Napoli abbiamo imparato che il vero segreto della pizza sta nell’impasto – bisongna usare farina 00, acqua fredda, sale e piccole quantita’ di lievito, farla lievitare per 24 ore. Abbiamo parlato con Sorbillo in via dei Tribunali, la storica pizzeria Da Michele e abbiamo trascorso un’intera settimana a Sorrento nella pizzeria Ahum del guru della pizza Antonino Esposito “ –“ E una volta arrivati a Londra?- Abbiamo cercato qualcuno che vendesse forni di seconda mano e lo abbiamo trovato a Colcester. Abbiamo pensato di iniziare un’attivita di “street food” Il forno a legna e’ l’unica attrezzatura che abbiamo messo sulla Vespa Ape che ci aveva riportato in Inghilterra Poi abbiamo cercato un’esperto nell’installazine di forni sul mezzo mobile.

Il tutto per meno di poche migliaia di sterline.” – Com’e’ andata? “Siamo stati fortunati, l’idea vincente e’ stata di piazzarci con l’Ape in Berwick Street, nel quartiere di Soho,. Qui abbiamo venduto tantissime pizze al taglio che la gente mangiava per strada, ma soprattutto abbiamo preso contatti per partecipare alle fiere ed eventi, dove vendavamo tanto. E’ con queste attivita’ che si guadagna molto”le fiere dove il pubblico non ha tempo per andare a mangiare al ristorante.
Con l’incasso delle vendite delle pizze, abbiamo aperto il nostro primo locale, poi invece di pagare le tasse, investivamo sempre il guadagno in nuovi locali. Adesso gestiamo una catena di pizzerie Pilgrim ed impieghiamo oltre duecento pizzaioli,
tutti napoletani. Ed il personale di sala e’ quasi tutto italiano, come tutti i prodotti che usiamo per le pizze.
Pensiamo di aprire altri locali per poterci piazzare alla Borsa di Londra dove poter piazzare azioni per oltre 100 milioni di sterline.. (Le foto: la consegna dei riconoscimenti da parte delle autorita’ italiane; e la Vespa Ape trasformata in pizzeria ambulante ,da dove abbiamo incassato i primi soldi che ci sono serviti per aprire la prima pizzeria.

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